Monografia · documento e scoperta

Grattoni e la pergamena

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A volte la storia della musica non ricomincia da una grande opera, ma da un foglio che qualcuno riesce a leggere diversamente. Il caso del planh per Giovanni di Cucagna restituisce precisamente questa vertigine: una pergamena conservata a Cividale torna a essere riconosciuta come frammento di una poesia cantata in lingua d'oc.

Un foglio, non un monumento

Il documento oggi noto come Quar nueg e jorn trist soi et esbahit è conservato nell'Archivio Capitolare di Cividale. La scheda del progetto Libri dei Patriarchi lo descrive come un foglio pergamenaceo del XIII secolo con notazione musicale, un esempio tardo di Liederblatt, cioè un supporto singolo destinato a conservare un canto.

Il testo è un planh, un compianto occitanico, composto in memoria di Giovanni di Cucagna, già podestà di Cividale e poi uomo della corte patriarcale di Gregorio da Montelongo. Il dato è importante perché collega materialmente Cividale al grande spazio della lirica d'oc.

Maurizio Grattoni e il riconoscimento

Maurizio Grattoni pubblicò nel 1982 uno studio intitolato Un planh inedito in morte di Giovanni di Cucagna nell'Archivio Capitolare di Cividale. Il valore della vicenda non ha bisogno di essere romanzato: basta il gesto filologico di riconoscere che un reperto conservato localmente appartiene in realtà a una rete linguistica e musicale europea.

Una data da trattare con prudenza. La bibliografia moderna non è perfettamente uniforme sulla cronologia esatta della morte di Giovanni di Cucagna e della composizione del planh: alcune schede indicano 1270, altre 1272. La pagina principale evita quindi di trasformare una data discussa nel centro del racconto.

La biografia del manoscritto

Un documento musicale non possiede una sola vita. Viene scritto, usato, piegato, conservato, talvolta riutilizzato, catalogato, dimenticato e infine interpretato nuovamente. La storia del planh ci consente di spostare l'attenzione dalla sola opera alla materialità del supporto.

Questa è anche una lezione metodologica: il repertorio medievale che oggi conosciamo non coincide con ciò che esistette. Coincide con ciò che è sopravvissuto, con ciò che è stato riconosciuto e con ciò che gli studiosi sono riusciti a collegare ad altre fonti.

Cividale e le polifonie

Grattoni lavorò anche sulle fonti polifoniche cividalesi, fra cui il Missus ab arce, contribuendo a mostrare come il patrimonio locale debba essere inserito in un quadro europeo più ampio. È precisamente il contrario di una storia campanilistica: il valore di Cividale aumenta quanto più la si mette in relazione con altri repertori.

Fonti per questa monografia

Maurizio Grattoni, Un planh inedito in morte di Giovanni di Cucagna nell'Archivio Capitolare di Cividale, «La Panarie», 1982; scheda Libri dei Patriarchi; bibliografia PARLI; studi sulle polifonie primitive di Cividale.