Monografia · secondo livello

Il Medioevo secondo Pressacco

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Gilberto Pressacco è interessante non perché abbia fornito una chiave definitiva per spiegare Aquileia, ma perché ha costretto la musicologia locale ad allargare violentemente il proprio campo visivo. Partendo da repertori, danze, liturgie e tradizioni friulane, finì per interrogare antropologia, storia religiosa, geografia mediterranea e origini della Chiesa aquileiese.

Un musicologo che rompe i confini della disciplina

Negli ultimi anni della sua ricerca, Pressacco costruì un metodo volutamente interdisciplinare. Il volume Sermone, cantu, choreis et… marculis, pubblicato nel 1991, è emblematico: il sottotitolo sembra promettere una storia della danza in Friuli, ma il libro diventa in realtà un tentativo di leggere la cultura aquileiese attraverso un sistema di rimandi molto più vasto.

È proprio qui che bisogna evitare due errori opposti. Il primo sarebbe liquidare Pressacco come autore di suggestioni troppo audaci. Il secondo sarebbe trasformare le sue ipotesi in dati acquisiti. La posizione più interessante sta in mezzo: seguire il modo in cui costruisce le domande, quali indizi collega e quali discipline mette in comunicazione.

Aquileia, Alessandria e la matrice giudeocristiana

Pressacco riprese e sviluppò l'ipotesi di una relazione fra la Chiesa aquileiese e quella di Alessandria d'Egitto, insistendo su una possibile matrice giudeocristiana e sulla filiazione marciana. Nelle sue pagine, elementi della liturgia, della danza e della tradizione popolare vengono messi in relazione con pratiche antiche e mediterranee.

Attenzione storiografica. Questo è il punto nel quale la pagina deve essere più rigorosa: la connessione Aquileia–Alessandria, così come la lettura di certi tratti rituali in chiave giudeocristiana, appartiene alle ipotesi di Pressacco. Il valore della monografia sta anche nel mostrare come si distingue una proposta interpretativa da un fatto documentato.

La danza come indizio

Nel suo lavoro, la danza non è soltanto un repertorio coreutico. Diventa una traccia attraverso la quale interrogare sopravvivenze, trasformazioni e stratificazioni culturali. Il termine friulano marculis viene inserito in una lunga catena interpretativa che Pressacco collega a pratiche estatiche e sacrali, fino a un orizzonte biblico e alessandrino.

È un procedimento rischioso, ma didatticamente prezioso: obbliga a chiedere quali passaggi della catena siano documentati, quali probabili e quali puramente ipotetici. La storia smette così di apparire come raccolta di certezze e torna a mostrare il lavoro dello storico.

Pressacco e il Friuli come rete

In questo senso Pressacco può essere messo idealmente in dialogo con storici che hanno raccontato il Friuli come territorio di passaggi, frontiere, stratificazioni e conflitti, piuttosto che come regione culturalmente isolata. Non perché le loro tesi coincidano, ma perché condividono una diffidenza verso la periferia intesa come destino geografico.

Fonti per questa monografia

Profilo biografico nel Dizionario Biografico degli Italiani, voce Gilberto Pressacco; scheda editoriale di Forum Editrice per Sermone, cantu, choreis et… marculis; Dizionario Biografico dei Friulani.