Musurgia Mundi · Atlante della musica · Percorso trasversale

La parola
e il canto

Dai trovatori al Lied, dalle voci intrecciate del Rinascimento al pianoforte romantico, fino alla voce che incontra l'orchestra. Una storia di parole affidate alla musica, senza confondere tradizioni diverse.

Storia · repertorio commentato · ascolti integrati progressivamente · fonti
Caravaggio · Suonatore di liuto, 1595–1596 · Ermitage · Wikimedia Commons
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Non una sola genealogia, ma molte storie che si incontrano

Miniatura medievale di Bernart de Ventadorn da un manoscritto trobadorico del XIII secolo, BnF français 12473, foglio 15 verso.
Bernart de Ventadorn, miniatura in un canzoniere del XIII secolo (BnF, fr. 12473, f. 15v). Una delle tradizioni autonome della parola cantata. Fonte e licenza: Wikimedia Commons ↗

La poesia ha una lunga storia sonora. Ma la canso dei trovatori, il Lied polifonico cinquecentesco, la cantata barocca e il Lied di Schubert non sono stadi successivi di uno stesso genere: ciascuno nasce da pratiche sociali, lingue, tecniche e organici propri. Nei secoli medievali e rinascimentali molte testimonianze sono monodiche senza accompagnamento obbligato, oppure polifoniche a più voci: le includiamo come antecedenti e percorsi paralleli, non come «canzoni per voce e pianoforte» ante litteram.

Ci interessa seguire un problema che attraversa i secoli: che cosa accade a un testo quando qualcuno lo canta? Chi parla? Quali parole vengono ripetute, sostenute o taciute? Quale ruolo assumono gli strumenti? E che cosa cambia quando una composizione destinata a una stanza trova la tavolozza dell'orchestra?

Un criterio fondamentale. La presenza di strumenti non determina il genere: medievalisti e interpreti moderni compiono scelte diverse nell'accompagnamento di melodie trasmesse senza indicazioni sufficienti; d'altra parte un Lied può essere concepito per voce e orchestra, o orchestrato dopo la sua nascita pianistica.
01 · Una tappa della storia

La poesia cantata · XII–XIV secolo

Non un Lied ancora in nuce, ma tradizioni autonome di parola cantata: poesia cortese, narrazione, lingua volgare e pratiche esecutive che conosciamo solo in parte.

02 · Una tappa della storia

La parola nella polifonia · XV–XVI secolo

Frottola, chanson, Lied polifonico e madrigale seguono strade differenti. La pluralità delle voci non cancella la comprensibilità poetica: la reinventa.

03 · Una tappa della storia

La voce, il basso, gli affetti · XVII secolo

Air de cour, monodia accompagnata, aria da camera e cantata profana elaborano relazioni nuove tra declamazione, affetti e strumenti. Nella cantata da camera il testo può articolarsi in recitativi e arie, mentre la monodia mette in primo piano l’invenzione melodica della parola: un rapporto che non coincide con l’aria estratta da un’opera teatrale.

Frontespizio del Primo libro delle musiche di Francesca Caccini, stampato a Firenze nel 1618.
Francesca Caccini, Primo libro delle musiche (Firenze, Zanobi Pignoni, 1618). Fonte a stampa della monodia e del canto con basso continuo. Fonte: Wikimedia Commons · pubblico dominio ↗

Francesca Caccini, la «Cecchina», offre un punto di osservazione privilegiato: nel Primo libro delle musiche (1618) convivono monodie e duetti nei quali il canto interpreta le parole attraverso declamazione, passaggi ornamentali e basso continuo. Lasciatemi qui solo e Chi desia di saper mostrano due volti differenti della scrittura vocale fiorentina. Il suo La liberazione di Ruggiero dall’isola d’Alcina (1625) appartiene invece alla vicenda del teatro musicale: un altro contesto da esplorare nel percorso sul melodramma.

04 · Una tappa della storia

Lied e canzone nel Settecento

Le scuole berlinesi e il nuovo peso della poesia preparano il Lied romantico. Mozart e Beethoven ne esplorano le potenzialità.

05 · Una tappa della storia

Il Lied come universo poetico · XIX secolo

In Schubert e Schumann il pianoforte diventa personaggio, paesaggio, memoria; il ciclo di Lieder rende l'intimità una struttura narrativa.

Chi scrive i versi? I poeti diventano protagonisti

Il Lied è anche il luogo in cui la poesia incontra una seconda drammaturgia. Wilhelm Müller ✧ Nell’Atlante fornisce i testi dei cicli schubertiani Die schöne Müllerin e Winterreise: il viaggio prende forma nelle parole, ma il pianoforte può mutarne il senso attraverso il ritmo, il registro e il ritorno dei motivi.

Heinrich Heine ✧ Nell’Atlante dà a Schumann una poesia capace di far convivere desiderio e ironia: in Dichterliebe la distanza fra ciò che la voce dichiara e ciò che il pianoforte suggerisce è parte essenziale della narrazione. Non è corretto attribuire al compositore l'invenzione di immagini e versi che appartengono al poeta.

Eduard Mörike ✧ Nell’Atlante è invece una voce centrale per il repertorio di Hugo Wolf: in Verborgenheit la finezza delle parole chiede un ascolto del respiro, delle armonie e delle esitazioni, non soltanto della linea melodica.

06 · Una tappa della storia

Dalla camera all'orchestra · XIX–XX secolo

L'orchestra non trasforma automaticamente un canto in sinfonia: colori e proporzioni cambiano il rapporto fra voce e testo.

07 · Una tappa della storia

Le altre lingue del canto d'arte

Mélodie, romanza, romans e art song dialogano con il Lied senza diventare semplici sinonimi del genere tedesco.

Verdi fuori dal teatro. Le due raccolte di romanze, gli altri canti cameristici, il Notturno e il Quartetto in mi minore sono ora presentati in un unico capitolo del Romanticismo, con selettore d'ascolto per le sei romanze del 1845. Apri il capitolo e il lettore delle romanze ↗.

Un poeta oltre le etichette. Paul Verlaine ✧ Nell’Atlante è fondamentale per comprendere la mélodie francese: le sei Ariettes oubliées musicate da Debussy mettono in relazione prosodia, immagini e instabilità armonica. Siamo ancora nell'eredità poetica ottocentesca, ma il trattamento musicale apre possibilità che saranno decisive per la modernità.

08 · Una tappa della storia

La parola nella modernità · XX secolo

Dissonanza, timbro, declamazione e nuove tecniche vocali aprono strade diverse, dalla concentrazione aforistica al ciclo orchestrale.

Con Lili Boulanger e Alma Mahler ascoltiamo poetiche individuali che intrecciano l’eredità romantica e i nuovi linguaggi; Schönberg, Berg e Webern trasformano progressivamente armonia e timbro. Nel catalogo è corretta la distinzione fra i due Lieder op. 8 di Webern e i sei Lieder orchestrali op. 8 di Schönberg, opere differenti di autori differenti.

Laboratorio di ascolto · Confrontare interpretazioni, testi e organici

Ascolti a confronto

Le registrazioni non sono riprodotte simultaneamente: seleziona una versione, ascolta qualche frase, quindi passa all'altra. Il lettore rimane nella stessa pagina. I confronti accostano esecuzioni distinte, quindi anche tempo, dizione e intenzioni interpretative possono cambiare.

01 · La voce e il colore

Wagner · Wesendonck-Lieder

Jessye Norman canta il ciclo prima con orchestra (Wagner orchestrò Träume; Felix Mottl gli altri quattro Lieder), poi con pianoforte. Il 1975 riguarda la prima incisione, non l'orchestrazione. Stessa voce, accompagnamenti e registrazioni differenti.

Come si modifica la percezione del respiro della frase? L'orchestra accompagna, commenta o anticipa ciò che la voce dirà?

02 · Voce e personaggio

Schubert · Der Leiermann

L'ultimo Lied della Winterreise nella lettura del baritono Dietrich Fischer-Dieskau e in quella del mezzosoprano Brigitte Fassbaender.

Il viandante ha necessariamente una voce maschile? Quali aspetti cambiano per registro, timbro, tempo e declamazione?

03 · Il controtenore nella mélodie

Reynaldo Hahn · À Chloris

Un testo secentesco, musicato da Hahn nel Novecento. Jaroussky è accompagnato da David Kadouch; Claire Booth si accompagna da sé al pianoforte, come documentato dall'Oxford International Song Festival (2022).

Fonte del confronto: Oxford Song · Claire Booth e autoaccompagnamento (video esatto) ↗

Che cosa accade alla frase quando il cantante è anche il pianista? Il testo suggerisce una voce obbligata?

04 · Un tempo trattenuto

Schubert · Nacht und Träume

Matthias Goerne e Alexander Schmalcz vengono accostati alla registrazione storica attribuita a Dietrich Fischer-Dieskau e Gerald Moore. Le pubblicazioni discografiche sono distinte: la data dell'incisione storica va verificata sulla specifica matrice del video.

La lentezza è identica nelle due versioni? Dove cambia la durata di un respiro, e quale effetto ha sul testo di Collin?

05 · Il ruscello e la parola

Schubert · Liebesbotschaft

Schuen e Heide nella registrazione del 2022; Hans Hotter e Gerald Moore nella testimonianza storica pubblicata da Warner Classics. Due modi di costruire il fluire del Lied.

Il pianoforte è semplicemente un ruscello descrittivo? Dove le due voci articolano diversamente gli inviti al messaggero?

06 · Una stessa poesia, due epoche vocali

Schumann · Die Lotosblume

La soprano Tomoko Maekawa con Miyuki Kurosawa e l'incisione storica di Kirsten Flagstad con Edwin McArthur. Entrambe sono versioni cantate, non le trascrizioni per pianoforte solo.

Come mutano il colore, il peso delle vocali e la curva della frase senza cambiare il testo di Heine?

07 · La prosodia francese

Fauré · Mandoline

Prima delle cinque mélodies op. 58 (1891) su Verlaine. Kathleen Battle con James Levine ed Elly Ameling con Rudolf Jansen offrono due interpretazioni di questo brano, non dell'intera raccolta. Confronta dizione, tempo e articolazione pianistica.

Quanto pesa ogni consonante di Verlaine? Quale dei due pianoforti evoca un moto più vivace senza coprire la voce?

08 · L'organico cambia il paesaggio

Mendelssohn · Auf Flügeln des Gesanges

Il Lied originale per voce e pianoforte con Kaufmann e Deutsch è accostato all'arrangiamento orchestrale di Chris Hazell interpretato da Kiri Te Kanawa, Utah Symphony e Julius Rudel. La registrazione Decca del 1989 è attestata dall'orchestra e dalla National Library of New Zealand, ma l'identità della traccia video richiede controllo.

Documentazione dell’incisione: Utah Symphony (1989) ↗ · National Library of New Zealand · arrangiamento Hazell ↗

L'immaginario esotico di Heine cambia quando alla tastiera si sostituisce un'intera orchestra? Distingui trascrizione ed esecuzione dell'originale.

09 · Due opere 8, due mondi

Schönberg e Webern · op. 8

Il numero d'opera coincide, non l'organico né la poetica: nel primo caso sei Lieder con grande orchestra, nel secondo due testi di Rilke per soprano e piccolo gruppo strumentale. Ascolta gli incipit, quindi soffermati sulla diversa funzione dei timbri.

Quale spazio occupa la voce rispetto agli strumenti? L'ampiezza dell'organico corrisponde necessariamente a una maggiore intensità espressiva?

10 · Il segreto e la solitudine

Hugo Wolf · Verschwiegene Liebe / Verborgenheit

Due poesie differenti, Eichendorff e Mörike: il primo testo custodisce un amore taciuto, il secondo domanda isolamento dal mondo. L'accostamento è tematico e non mette a confronto due esecuzioni della stessa opera.

Come cambia la relazione fra testo e pianoforte quando il silenzio protegge un sentimento o difende la persona dal mondo?

11 · La voce impersona la morte

Musorgskij · Canti e danze della morte / Schubert · Die Stadt

Non è lo stesso testo: si mettono in relazione due strategie di narrazione vocale. Musorgskij attribuisce alla Morte ruoli differenti in quattro quadri; Schubert fa emergere una città dal ricordo e dalla nebbia.

Che cosa racconta il pianoforte prima dell'ingresso della voce? Quando smette di accompagnare e partecipa direttamente alla costruzione della scena?

Metodo e fonti

Non chiamare tutto «Lied»

Il termine Lied è storicamente associato ai repertori germanofoni; la mélodie francese, la romanza italiana, il romans russo e le art songs inglesi possiedono storie e pratiche distinte. Le indicazioni di voce descrivono gli usi frequenti, non divieti di interpretazione: repertori e tonalità possono essere adattati, mentre un testo in prima persona non coincide necessariamente con il genere del cantante.

Fonti di riferimento per la documentazione progressiva: Treccani, IMSLP, Bayerische Staatsbibliothek e cataloghi bibliografici / discografici degli esecutori. Le fonti storiche delle opere sono raccolte separatamente dai collegamenti alle registrazioni: una partitura o un testo critico non certificano automaticamente gli interpreti né la riproducibilità del video.